sabato 30 gennaio 2010

In Sardegna la lotta operaia continua!



Non si placa la lotta operaia in Sardegna. Nel Sulcis Iglesiente gli operai ALCOA sentono di aver le ore contate così come tutto il territorio Sulcitano che rischia di ricevere la mazzata finale con l’abbandono dell’isola da parte della multinazionale americana.
E’ infatti di martedì 26 Gennaio la notizia ufficiale di c.i.g. di sei mesi a partire dal 5 Febbraio data nella quale avrebbe dovuto esserci l’incontro tra Governo e ALCOA.
Già a partire dalla notte di martedì gli operai si mostrano determinati a voler anticipare l’incontro perché – giustamente – ritengono inutile che si effettui il giorno stesso dell’avvio della c.i.g., infatti la stessa notte mentre tre di loro si incatenano per diverse ore ai cancelli della fabbrica, altri operai e i sindacati preparano per la giornata di giovedì una mobilitazione che vedrà blocchi stradali sulla 131 per diverse ore per poi spostarsi e bloccare le strade dell’aeroporto di Cagliari-Elmas.
Tra i momenti più duri della lotta c’è sicuramente la giornata di Venerdì 29 Gennaio giorno in cui tra le 6.30 e le 7 del mattino 300 operai si recano con le loro auto nuovamente all’aeroporto di Cagliari-Elmas questa volta arrivando a fermare la partenza di diversi voli per molte ore.
Ore nelle quali gli operai scandiscono slogan e battono i caschi ritmicamente per terra.
Non mancano i momenti di tensione soprattutto quando 100 operai riescono ad arrivare in pista e a fermare un aereo in partenza per Treviso.
Arrivano due cariche da parte delle forze dell’ordine (e se ne scongiura all’ultimo momento una terza) e un operaio si sente male. Tutto questo fa tornare alla mente i terribili momenti delle cariche subite a Roma il 26 Novembre.
La posizione degli operai è irremovibile: o l’incontro tra Governo e ALCOA viene anticipato o non si muoveranno, chi dalla pista chi dall’Aereporto.
L’annuncio dell’anticipo dell’incontro arriva dopo quattro ore: l’incontro verrà anticipato a martedì 2 Febbraio.
Gli operai, sciolgono il blocco e prima di tornare in fabbrica fanno una promessa: “500 di noi partiranno lunedì notte in nave e il biglietto, pagato con i nostri soldi sarà di sola andata, questa volta se necessario siamo pronti ad accamparci a Roma per giorni sino a quando non avremo risposte certe, il Governo è avvisato”.
Nei prossimi giorni gli operai continueranno la produzione per non dare alibi all’azienda e per far capire ancora una volta che non è la voglia di lavorare a mancare: una ennesima forte dimostrazione di responsabilità da parte dei lavoratori.
La FGCI del Sulcis-Iglesiente ritiene che il Governo e in prima persona Berlusconi debba pretendere la presenza ALCOA il 2 Febbraio a Roma e sempre al Governo chiede di mostrare definitivamente se ha un piano industriale in grado di salvare migliaia di posti di lavoro; cosa che sino ad ora non ha dimostrato di avere come si può capire non solo dalla situazione appena descritta ma – per rimanere in Sardegna - anche da quella della Vynils di Porto Torres, dove gli operai che in questo momento stanno occupando la Torre aragonese aspettano che gli impianti ripartano dal 15 dicembre scorso.


Mattia Serra, FGCI Sulcis-Iglesiente

giovedì 10 dicembre 2009

Tante storie diverse ma un’unica grande certezza: lotta e coscienza di classe




Il nove dicembre è stata una giornata importante per Iglesias; una giornata scandita da slogan che univano in un unico grande corteo gli studenti medi del Sulcis Iglesiente, e i lavoratori in lotta del polo industriale di Carbonia e Iglesias. Tanta rabbia , tanta frustrazione si leggeva negli occhi degli operai che sfilavano in corteo e spesso, per farsi sentire sbattevano forte , sulla strada , il caschetto da lavoro.
Tanta rabbia e voglia di un futuro migliore si leggeva negli occhi degli studenti, solidali con i lavoratori, consci del fatto di essere i lavoratori di domani, consci del fatto che senza lavoro, un territorio muore di fame, consci del fatto che la Sardegna senza una politica sociale di contrasto alle vecchie e nuove povertà sprofonderà in un buio totale. Gli studenti frustrati dalla prospettiva di dovere lasciare la propria terra, ieri, hanno lasciato i banchi di scuola per essere loro, finalmente, a dare una lezione di civiltà e progresso. Gli studenti del sulcis hanno incarnato quello spirito di solidarietà che in Italia non si vede da molti anni ormai, hanno dato prova di capire che senza il lavoro oggi non esiste futuro.
Gli studenti hanno concluso la manifestazione in piazza, seguiti dagli operai e quando hanno preso parola la piattaforma rivendicativa chiedeva Lavoro e Saperi.
La FGCI ha avuto un ruolo importantissimo in questa occasione; abbiamo organizzato e strutturato un dissenso enorme, ci siamo confrontati con i rappresentanti sindacali che chiedevano considerazione da parte di una classe politica ieri totalmente assente, e che, stanchi di questo modello di sviluppo selvaggio, rivendicavano più stato sociale, più garanzie.
Abbiamo concluso con una assemblea della FGCI della federazione del Sulcis, gli studenti presenti, tanti, stanchi del qualunquismo, hanno deciso di coivolgersi in un progetto nuovo in quel territorio stremato dalla crisi: hanno chiesto la presenza del Partito si sono accostati alla nostra organizzazione chiedendoci di non abbandonarli, di aiutarli, uniti nella passione per la trasformazione di una società divorata e smantellata dal capitalismo.


Andrea Devoto
Coordinatore Regionale Fgci Sardegna

lunedì 30 novembre 2009

A proposito di immigrazione

Recentemente ho avuto il piacere di poter partecipare all’iniziativa organizzata dal tribunale dei minori di Cagliari in occasione delle “Giornata europea della Giustizia Civile”.
L’iniziativa era un dibattito pubblico a cui partecipavano i rappresentanti di tutte le scuole della provincia. Presente anche il prefetto Serra.
L’incontro è stato molto istruttivo perché nel corso del dibattito sono state puntualmente smentite le argomentazioni con cui le forze reazionarie di questo Paese ci presentano l’immigrazione come un fenomeno negativo e gli immigrati come dei pericolosi criminali che rubano, stuprano e tolgono il lavoro agli italiani.
Ma da cosa nasce l’immigrazione, ovvero perché così tanti uomini lasciano il loro Paese per cercare fortuna nel nostro? La risposta è semplice: la fame. Da cosa nasce la fame? Dalla povertà. Perché i paesi dell’Africa (da cui provengono la maggior parte degli immigrati) sono poveri? Perché i paesi occidentali (fulgido esempio di civiltà) sfruttarono per anni i paesi africani, sottraendo loro le risorse naturali e tenendo in schiavitù la popolazione. Tra l’altro questi paesi non raggiunsero la loro legittima indipendenza in modo pacifico, ma attraverso la guerra, l’unico strumento che in quel momento avevano quelle popolazioni per liberarsi dall’oppressione coloniale. L’unica eccezione fu quella delle colonie portoghesi, perché durante la gloriosa Rivoluzione dei garofani del 1978, la giunta militare composta da ufficiali dell’esercito comunisti e socialisti che prese il potere non solo abbatté il fascismo portoghese senza spargimento di sangue, ma senza spargimento di sangue concesse l’indipendenza alle colonie. Ma lo sfruttamento era finito? Assolutamente no. Dopo il colonialismo ufficiale venne quello celato. Dapprima ci pensarono gli Stati Uniti e l’Urss di un falso comunista come Breznev a impoverire i paesi africani sottraendo loro le risorse naturali in cambio della “protezione” offerta. Poi venne l’era della globalizzazione e il testimone dello sfruttamento passò alle multinazionali. Conclusione, se oggi esiste un imponente fenomeno migratorio la colpa è dei paesi occidentali e di nessun altro. Sia chiaro, le guerre in Africa ci sono ancora e i governi liberisti d’Europa hanno tutto l’interesse a non intervenire per porre fine al conflitti, poiché il loro potere si fonda anche sul consenso degli azionisti delle multinazionali che vendono armi alle forze belligeranti. Ma come? I paesi occidentali non sono i grandi alleati degli americani che con le bombe esportano democrazia e civiltà in Medio Oriente? Gli occidentali non intervengono perché in questo momento i diamanti africani sono meno importanti del petrolio afghano e iracheno. QUESTA È LA VERITÀ.
Detto questo si tratta ora di analizzare le argomentazioni dei razzisti berlusconiani e dei neofascisti contro l’immigrazione e contro i clandestini e di dimostrare perché sono sbagliate.

Innanzitutto bisognerebbe ricordare ai tanti razzisti di questo paese che anche gli italiani furono immigrati a loro tempo. Se direte qualcosa del genere sicuramente ci sarà chi vi risponderà che gli italiani furono trattati malissimo, perché noi non dovremo fare altrettanto? Per il semplice motivo che non ci si può dire migliori di chi sfruttò gli italiani immigrati se noi facciamo lo stesso con i migranti che giungono da noi. E inoltre si può punire qualcuno prima che esso compia un reato ? Nessuno oserebbe mai dire di si.
È ovvio che se un immigrato delinque deve essere espulso. Ma i respingimenti puniscono i migranti impedendo loro di entrare in Italia, prima che questi possano aver commesso un qualunque reato. Ah già è vero per le destre essere un immigrato, ovvero essere un povero che cerca un pezzo di pane in un paese straniero è un reato. Risultato: i migranti, compresi donne e bambini o muoiono in mare o nelle prigioni di Gheddafi ( un uomo che si dice socialista e invece, di fatto, dimostra il suo tradimento alla causa scendendo a passi con un borghese reazionario e corrotto come Berlusconi).
Ma perché dovremo fare entrare nel nostro paese delle persone che delinquono? D’altronde le nostre carceri sono piene di immigrati. Peccato però che le carceri italiane sono piene di immigrati non perché questi siano quelli che delinquono di più ma perché non avendo appoggi in Italia sono quelli che vengono maggiormente scoperti, il che è diverso. E poi da cosa risulta che gli immigrati riempono le nostre carceri? Dai sondaggi di Libero? Giornale famoso in tutto il mondo per la sua obiettività…
Ma i migranti cancellano la nostra tradizione. Ah davvero? Perché forse il Brasile, gli Usa, la Germania che vedono una forte immigrazione italiana hanno forse perso le loro tradizioni ? Non ci risulta.
Il problema sta nel fatto che la destra, al culmine della sua ipocrisia, si riempie la bocca di legalità. Ma se il PDL combattesse veramente i criminali dovrebbe incominciare dal suo leader Silvio Berlusconi. Ma poiché questo è impossibile bisogna trovare un capro espiatorio con cui prendersela. Chi è il capro espiatorio? Il migrante. Dunque impediamo a quelli che sono già in Italia di curarsi, perché i medici sono obbligati a denunciare qualora si trovino a curare un immigrato, quelli che invece stanno arrivando li facciamo morire in mare così alle prossime elezioni noi (il PDL) e i nostri amici leghisti possiamo vantarci di aver fermato l’immigrazione, così la gente ignorante crede che combattiamo l’illegalità e ci vota. Questo è il modo di ragionare e di agire dei berlusconiani. Il problema, per esempio quello della sanità, prima che dei migranti è del popolo italiano che confermando al potere Silvio Berlusconi e il suo governo (alle elezioni Europee il PDL e Lega superarono insieme il 50%) si rende complice delle sue politiche criminali. Quando i militanti delle forze di Sinistra accusano le forze della Destra di negare ai migranti il diritto alla salute, che è un diritto universale irrinunciabile di cui tutti gli uomini dovrebbero godere, i berlusconiani rispondono che con la suddetta legge, non si impedisce mica agli immigrati di curarsi. Evidentemente gli adulatori di Silvio sono così stupidi da non capire che la maggior parte dei clandestini se sanno che presentandosi dal medico verranno denunciati, non lo faranno.

Per cui quando scenderemo nelle piazze, all’ombra delle nostre bandiere rosse, avremo il dovere, non il diritto, il dovere di gridare senza paura che il nostro è un governo ASSASSINO. Non è uno slogan, non è una provocazione, è la tragica e semplice verità.


Fabrizio Grussu (Sez. Cagliari)

martedì 29 settembre 2009

Parte la Festa Comunista per l'Unità!!! Da oggi fino al gran finale del 3 ottobre partecipate numerosi!!!

venerdì 24 luglio 2009

ALTERNATIVA REBELDE! UN CAMPEGGIO ESTIVO UNITARIO PER FGCI E GC!!!




Finalmente è arrivato il mitico campeggio estivo della FGCI, quest'anno con una importantissima novità! Dal 23 al 30 agosto 2009, si terrà infatti a Sapri (SA), presso il camping Verde Azzurro (sito internet http://www.verdeazzurro.com/), il primo campeggio nazionale unitario dei/delle Giovani Comunisti/e e della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani dal titolo “Alternativa Rebelde”. Sicuramente un grande risultato sulla strada dell'unità a livello giovanile, che ora dobbiamo riempire di significato e di contenuti con la presenza appassionata del maggior numero di compagne e compagni possibile. Si tratterà di un appuntamento aperto a tutte le organizzazioni politiche e realtà di movimento esistenti in Italia e, nelle intenzioni, un momento di dibattito comune per rilanciare le prospettive di lotta nel prossimo autunno.

Il campeggio vedrà la partecipazione di realtà politiche che lavorano a livello giovanile provenienti da tutto il mondo. Sono stati invitati, infatti, gli appartenenti alla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e all’Endyl. Il campeggio avrà una durata di 8 giorni/7 notti e un costo complessivo di 110 euro, con sistemazione in tenda che include tutte le cene. Per coloro che vorranno fermarsi invece per un periodo più breve, il costo è di 20 euro al giorno, con sistemazione in tenda e cena inclusa. Per coloro il cui ISEE è uguale o inferiore ai 10.000 punti il costo complessivo sarà di 30 euro, comprendente tutti i pernottamenti e le cene. Coloro che volessero usufruire di questa possibilità, dovranno specificarlo nella prenotazione. Sarà anche possibile la sistemazione in bungalow (con bagno e doccia) da 2, 4 e 6 posti al costo di 30 euro al giorno, inclusa la cena. Data la esigua disponibilità di questo tipo di sistemazione (solo 100 posti), è necessario che i compagni che vogliono usufruirne si prenotino quanto prima. All’interno del campeggio, adiacente alla spiaggia del Golfo di Policastro, dotato di docce calde gratuite e di campo polivalente (tennis, pallavolo, calcetto), sarà possibile parcheggiare gratuitamente la macchina. Gli arrivi sono previsti il 23 agosto, le partenze il 30.

Come raggiungere il campeggio

Il camping Verde Azzurro è situato nel centro del Golfo di Policastro sulla SS18 al Km 207.3 Capitello (Salerno). In treno la stazione di riferimento a Sapri (SA), raggiunta da tutti i treni che viaggiano da Nord verso il Sud e viceversa che viaggiano sulla dorsale tirrenica (per info consultare il sito http://www.trenitalia.it/). In macchina prendere l’autostrada A3 Salerno Reggio Calabria e uscire a Lagonegro o Buonabitacolo, seguendo poi le indicazioni per Policastro.
Prenotazioni Le prenotazioni nominative (nome, cognome, telefono ed e-mail) devono essere inviate per mail a info@alternativarebelde.it. Presto sarà attivo anche il sito internet del campeggio http://www.alternativarebelde.it/ dove sarà attiva un’apposita sezione per le prenotazioni. Vi preghiamo di procedere quanto prima a raccogliere le adesioni, pubblicizzando l’evento non solo tra i compagni delle nostre organizzazioni, ma tra tutti coloro con i quali lavoriamo proficuamente sui territori (associazioni, movimenti, collettivi, etc.).

Programma


Il programma, in corso di definizione, prevede dibattiti politici, eventi serali tra cui cinema, dance hall e concerti (il 26 agosto, per esempio, si terrà il concerto di Enrico Capuano + Zulù).

GIOVANI COMUNISTI/E – NAZIONALE FGCI NAZIONALE

martedì 23 giugno 2009

Basta!




giovedì 18 giugno 2009

Ripartiamo da qui



DOCUMENTO DELL'UFFICIO POLITICO DEL PDCI
Il risultato della Lista Comunista è decisamente insufficiente ancorché certamente più incoraggiante del 3.1 della Sinistra Arcobaleno dello scorso anno.
Ora occorre non disperdere il patrimonio accumulato nel corso della campagna elettorale fatto di esperienze unitarie fra noi e i compagni del Prc nonché con esponenti di Socialismo 2000 e di tante donne e uomini delle sinistra che si sono riconosciuti in un comune progetto di alternativa. Il 3.4 per cento di voti va considerato quale punto di partenza per riprendere il cammino della riunificazione fra i Comunisti e le forze di alternativa anticapitalista.

RIUNIFICAZIONE SUBITO
L'Ufficio Politico del Partito dei Comunisti Italiani ribadisce la fermezza della linea. Si deve andare avanti nella riunificazione subito. Si proceda con determinazione nel processo di riunificazione.

SUBITO COORDINAMENTI NAZIONALE E TERRITORIALI
Per stringere i tempi della riunificazione è essenziale l'immediata costituzione di un coordinamento nazionale delle forze politiche che hanno dato vita alla lista, aperto anche ad altre realtà. Vanno istituiti anche coordinamenti regionali e provinciali.

FESTE COMUNI
Per dare il massimo coinvolgimento popolare al progetto di riunificazione si ritiene assai utile la comune organizzazione delle tradizionali feste di Prc e Pdci.

RESPINTE LE DIMISSIONI DEL SEGRETARIO
Al termine della riunione dell'Ufficio Politico, sono state respinte le dimissioni presentate dal Segretario del Partito Oliviero Diliberto. Il voto dell'Ufficio Politico è stato unanime ad eccezione di un voto contrario a favore delle dimissioni.